04 maggio 2015

Very chocolate muffins

chocolate muffins
Sembra strano ma su questo blog, fino ad oggi, non c'era traccia di muffin al cioccolato. Devo ammettere, a mia discolpa, che in verità i muffin non mi fanno proprio grande simpatia. Non so dirvi il perché, ma preferisco di gran lunga una torta intera da finire fetta dopo fetta. Trovo che la torta abbia la dimensione giusta per mantenere l'umidità che piace a me che difficilmente riesco a ritrovare in un muffin. Mi ricordo, però, di una bellissima vacanza in un'isola caraibica non so davvero più quanti anni fa, moltissimi comunque.. La mattina ci si svegliava prestissimo, un po' per via del jet lag, un po' perché su quella piccola isola, dall'altra parte del mondo, dove lo spicchio di luna crescente di notte era capovolto rispetto a noi e sembrava un dolcissimo sorriso, le giornate iniziavano molto presto e il sole era già alto e caldissimo anche alle 7 di mattina, per tramontare altrettanto presto, verso le 16.30. Perciò era nostra abitudine svegliarci presto. Molto presto. Diciamo tanto presto da arrivare davanti al nostro caffè preferito prima ancora che aprisse. Ma aspettavamo molto volentieri qualche minuto prima dell'apertura, perché la nostra attesa era ampiamente ripagata da un enorme, gigantesco, burroso e godurioso muffin ancora caldo, tanto grande da sembrare una mini torta a dire il vero. Mirtilli per me, cioccolato per lui. Grande abbastanza da arrivare senza problemi fino all'ora di cena, interrompendo a metà giornata con uno spuntino a base di ananas fresco appena tagliato e un succo di frutta tropicale da sorseggiare sotto l'ombra di una palma, sdraiati su una spiaggia di finissima sabbia bianca, con la brezza del mar dei caraibi e quel mare di un blu indimenticabile sullo sfondo... quella si che era vita! Sarà forse per tutta questa magica atmosfera che quel muffin della colazione mi sembrava incredibilmente buono, tanto buono che mai, mai, mai e poi mai sono riuscita a mangiarne di altrettanto buoni in nessuno dei miei viaggi successivi.. (con l'unica eccezione del Canadian Muffin Company di Covent Garden a Londra). Ecco perché non li faccio praticamente quasi mai, ma a grande richiesta ultimamente mi è arrivato un non troppo velato invito a preparare dei muffin. Al cioccolato, per la precisione. Per la ricetta mi sono affidata a chi ha fatto della pasticceria americana una ragione di vita e un'affermata attività, California Bakery (sempre molto attesa l'eventuale apertura romana eh!). E questi sono i chocolate muffin del loro bellissimo libro. Io  non li ho assaggiati, ho preferito far colazione con una torta integrale alla ricotta con lamponi e pesche (eh già, scusate le pesche fuori stagione.. ma è solo per dovere professionale!) che per ora non posso condividere qui con voi. Ma mi dicono dalla regia che i muffin erano buonissimi... Fate voi!


29 aprile 2015

Eat your greens: insalata tiepida di asparagi e ricotta salata

insalata di asparagi
posate "Zest - stone washed" di knIndustrie
Per quanto mi riguarda, l'esortazione a mangiare più verdure non è mai stata necessaria. Come ho già raccontato più volte, se non ho almeno una verdura fresca in frigorifero da portare in tavola per me non c'è niente da mangiare. Merito della mia mamma, che ci ha abituati fin da piccolissimi a mangiare le verdure, che ha sempre cucinato fresche e in abbondanza ogni giorno. Non ricordo sinceramente di aver mai consumato un pasto senza che ci fosse in tavola almeno un piatto di verdure, a volte semplicemente cotte e condite con olio e limone, a volte presentate in ricette più elaborate. Mi piacciono davvero praticamente tutte le verdure, con qualche preferenza, ovviamente. Ad esempio gli asparagi: li adoro. Quando eravamo piccoli la mamma ce li serviva semplicemente lessati e conditi con burro fuso e tanto parmigiano. Accanto, immancabilmente, le uova fresche alla coque oppure all'occhio di bue e noi ci divertivamo a pucciare la punta degli asparagi nel tuorlo morbido.. che delizia! Ne vado matta ancora adesso. Gli asparagi li cucino spesso. A volte non resisto ad aspettare il mese di maggio, quando cominciano ad essere abbondanti e a costare un po' meno, e me li concedo anche un po' in anticipo quando un mazzetto costa quasi più di un mazzo di fiori... Questa volta ho trovato anche un mazzetto di asparagi bianchi, anche se vi devo dire la verità preferisco quelli verdi (non so, forse non saranno stati di grande qualità, ma quelli bianchi li trovo sempre un po' più fibrosi di quelli verdi che invece sono teneri e succulenti) e ho preparato un'insalata tiepida condita con una semplicissima citronette all'aneto, briciole di ricotta salata, qualche noce pecan e tanto parmigiano grattugiato. Basta lessare gli asparagi dopo averne accorciato il gambo per eliminare la parte legnosa (il barbatrucco: piegate ad arco gli asparagi uno alla volta finché non si spezzano da soli. La parte della punta è tenera, il resto si scarta. "Gli asparagi sanno" mi ha detto una volta la signora del banco di verdure del mercato e io, fidandomi delle sue mani rugose e ossute da contadina esperta, da allora ho sempre fatto così e vi garantisco che funziona!), lavateli bene e li tuffate in acqua bollente leggermente salata. Li fate cuocere dai 10 ai 12 minuti a seconda della dimensione, poi li scolate e li raffreddate velocemente con acqua fredda corrente, in modo da interrompere la cottura e fissarne il colore. Non li raffreddate completamente, dovranno essere appena tiepidi. Nel frattempo preparate una citronette all'aneto, per 4 persone basta il succo di 1/2 limone grande, un pizzico di sale e pepe, 3-4 rametti di aneto tritati finemente e 4 bei cucchiai di olio e.v.o. Emulsionate bene in una ciotola con una piccola frusta (io uso l'attrezzino elettrico che serve per fare la schiuma del cappuccino e funziona a meraviglia!) fino ad ottenere una salsina cremosa. Condite gli asparagi con qualche cucchiaio di citronette, ci sbriciolate sopra un po' di ricotta salata a pezzetti non troppo piccoli, finite con una bella spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato e qualche pezzetto di noce (nel mio caso noci pecan, ma vanno bene anche quelle normali o potete sostituirle con delle mandorle a filetti o delle nocciole tostate). Ultimate con qualche rametto di aneto e servite finché gli asparagi sono tiepidi. 

23 aprile 2015

"IL" cocktail Martini - la mia prima [e ultima] volta

martini glass blog









"I like to have a Martini.
Two at the very most.

After three I'm under the table, after four I'm under my host." 




Oggi anticipo il post di venerdì, visto che domani sarò praticamente in viaggio tutto il giorno e non mi potrò collegare facilmente. Venerdì qui da me significa spesso "aperitivo" quindi oggi parliamo di un cocktail molto famoso per questo appuntamento: il Martini. Vi devo raccontare che il Martini ha sempre esercitato su di me un grande fascino. Fin da bambina. Guardavo nei film queste attrici elegantissime che sorseggiavano, nel loro impeccabile tubino nero, il loro drink da queste coppe sottili, con quel piccolo bastoncino di legno che teneva insieme un paio di olive, poggiato di traverso. Le trovavo tremendamente chic, tanto che qualche volta mi divertivo a riempire la coppa Martini di acqua ghiacciata (con tanto di oliva sullo stuzzicadenti) e giocavo a fare la signora elegante: entravo nella mia cameretta e ordinavo al mio cameriere immaginario "per me un Martini, grazie", mi sedevo con le gambe accavallate e bevevo il mio bicchiere d'acqua fredda a piccoli sorsi, proprio come se fosse un vero Martini, sentendomi un po' Ava Gardner o Audrey Hepburn per un momemto.. che scema! (il che, comunque, a pensarci oggi, spiega molte cose...!!). Devo dire che poi, crescendo, anche quando l'età anagrafica e le nuove abitudini mi avrebbero "permesso" di sorseggiare un vero Martini, fino ad oggi non avevo mai osato, perché temevo fosse troppo forte per me che sono abituata a bere i super alcolici solo se abbondantemente diluiti in un long drink. Un bel giorno però ho deciso che mi sentivo sufficientemente pronta e sono tornata a casa documentatissima e ben intenzionata: stasera, Martini! Si perché i cocktail sono una cosa seria.. come i dolci: niente improvvisazione, dosi e passaggi precisi. Leggendo qua e là ho scoperto che il "vero" Martini non si prepara nello shaker ma va solo mescolato con il ghiaccio in un bicchiere da miscelazione. Mescolato per 50 volte, per la precisione... Capite bene come questo dettaglio non abbia fatto altro che stuzzicare ancora di più la mia fantasia, questo cocktail Martini passava lentamente dalla dimensione del desiderio proibito a quella della formula magica.. Dovevo assolutamente farlo. Ormai sono abbastanza grande, mi sono detta. 
Volete sapere com'è andata? La mia storia d'amore con il Martini è finita prima ancora di comincire.. non sono riuscita a berne più di un sorso! Troppo, troppo alcolico per i miei gusti.. Non sarò più una bambina, ma è davvero troppo per me! Penso che certe fantasie dovrebbero rimanele tali in eterno, il rischio che la realtà le tramuti in brucianti delusioni è troppo alto, meglio lasciarle nella sfera dell'immaginazione! Il mio Martini è così miseramente finito in un bicchierone da long drink pieno di ghiaccio e acqua tonica. Non so se ho inventato il "Martini Tonic" a questo punto, ma così almeno non è andato sprecato! D'ora in poi, per me, nella mia coppa Martini solo acqua ghiacciata. Ma l'olivetta, e che diamine, almeno quella si!

martini ingredienti blog




irehfioer


MARTINI COCKTAIL
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::Ingredienti:: 

Per 1 pesrona (abbondante)

120 ml di gin Bombay Sapphire*
25 ml di vermouth Martini & Rossi Extra Dry*
una ventina di cubetti di ghiaccio grossi
un pezzetto di scorza di limone
3 olive verdi snocciolate e 1 stuzzicadenti

::Strumenti::
1 coppa Martini 
1 mixing glass (o bicchiere da miscelazione) di vetro
1 stir (o un cucchiaio molto lungo)
1 strainer (o colino da cocktail, va bene anche un cucchiaio forato)

Mettete la coppa da Martini nel freezer per almeno 30 minuti prima di utilizzarla.
Sciacquate bene le olive in acqua corrente per eliminare la maggior parte del gusto della salamoia di conserva. Infilzatele sllo stuzzicadenti e tenetele da parte.
Rompete grossolanamente i cubetti di ghiaccio con un pestello e metteteli nel bicchiere da miscelazione. Versatevi sopra il gin e il vermouth e mescolate con lo stir per 50 volte lentamente nello stesso verso, in modo circolare. 
Questo darà il giusto tempo al gin e al vermouth di raggiungere la temperatura ideale (il vetro del bicchiere diventerà molto freddo e appanato nel frattempo).
Tirate fuori il bicchiere dal freezer al momento di servire il cocktail e strofinate tutto il bordo con la scorza del limone. Questo aggiungerà l'aroma di limone al vostro cocktail senza risultare invasivo (volendo, la scorza può essere aggiunta al cocktail ma io ho preferito senza). 
Versate attraverso lo strainer il cocktail nel bicchiere (serve ad evitare che il ghiaccio finisca nella coppa) e unite lo stuzzicadenti con le olive. 
Servire subito.

*altri abbinamenti consigliati di gin/vermouth sono: 
gin Beefeater oppure Tanqueray oppure Fords + vermouth Noilly Prat
gin Plymouth + vermouth Dolin
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