27 maggio 2015

Prima che sia troppo tardi: le fettuccine alla vignarola di Flavio al Velavevodetto

fettuccine alla vignarola
piatto "Foglia" di Atelier13 in vendita su Dishesonly - forchetta Zest di KnIndustrie 
Finché riuscite a trovare ancora qualche carciofo (nella mia città devo dire che al mercato si trovano ancora piuttosto facilmente) io vi consiglio di fare questo piattino qui, di quelli che classificherei nella categoria "ultima cena"... Già mi aveva intrigato moltissimo la proposta di Valeria di un po' di tempo fa, perciò nella mia lista ideale di cose da cucinare la pasta alla vignarola era in pole position. Poi qualche sera fa, per puro caso, in una cena non programmata che ci vedeva seriamente desiderosi di un buon piatto di pasta abbiamo scelto Flavio al Velavevodetto, un ristorante nel cuore di Testaccio dove la cucina romana è l'assoluta protagonista. Il locale non è esattamente del tipo che preferisco, è un ristorante molto grande e generalmente anche molto affollato. Però bisogna ammettere che la cucina romana qui trova una delle sue espressioni migliori: pochi piatti sul menu, quelli della tradizione (pasta alla gricia, alla carbonara, alla Amatriciana per nominarne solo alcuni) cucinanti perfettamente e secondo la tradizione e decisamente ben conditi, con uno o due piatti del giorno dove solitamente trionfano i prodotti del mercato di stagione. E questa volta, nei piatti del giorno, c'erano per l'appunto le fettuccine alla vignarola con guanciale e pecorino. Un piatto di quelli che vorreste mangiare se doveste esprimere un ultimo desiderio, credetemi. Potevo perciò a questo punto non decidermi a cucinarlo anche a casa? Detto fatto, al primo giro di mercato lo scorso sabato mi sono portata a casa una bella busta di verdure freschissime e all'ora di pranzo, in poco più di una mezzoretta, ho portato in tavola questo primo qui. Nel mio caso, ho preferito far rosolare il guanciale a parte, facendolo poi asciugare ben bene in modo che restasse croccante e non unto, per poi aggiungerlo solo alla fine per un tocco di golosità e di croccantezza. Proprio per mantenere il più naturale possibile il gusto fresco e saporito delle verdure. 

vignarola blog
padella ABCT di KnIndustrie

hferihfierh

25 maggio 2015

Vabbeh.. scherzavo.. un'altra torta!

cake muscovado
tagliere "in-taglio" KnIndustrie
Che vi avevo detto? Che una volta fatto il cambio di stagione sarebbe tortnato il freddo, il brutto tempo, la pioggia? Non avevo forse ragione? Date retta a me: se dovete programmare il vostro primo fine settimana in spiaggia della stagione, accertatevi che io non abbia appena fatto il cambio stagione nell'armadio altrimenti, è praticamente ma-te-ma-ti-co, il ritorno del maltempo è assicurato. Scherzi a parte, diciamo che lo scorso week-end di tempo non propriamente tardo-primaverile almeno ho avuto la scusa (come se ce ne fosse il bisogno..) di riaccendere ancora una volta il forno per un'altra torta da colazione. Questa qui in realtà a casa nostra è un classico, diciamo che è la torta che faccio più spesso, quella per cui non mancano mai gli ingredienti, da fare praticamente ad occhi chiusi.. Adoro questo tipo di torte, una ciambella dal gusto ruvido, integrale, non eccessivamente dolce, un po' rustica e semplicissima. Morbida e umida al punto giusto, da inzuppare nel caffèllatte la mattina a colazione. Con tutti i sapori che mi piace ritrovare in questi dolci: la farina integrale, lo zucchero integrale di canna, la nota profumata e dal vago sentore di liquirizia dello zucchero muscovado, il retrogusto caramelloso dello sciroppo d'acero. Un po' di yogurt per la sofficità e il gioco è praticamente fatto. E poi non vedevo l'ora di farvi vedere questo meraviglioso tagliere che mi ha regalato KnIndustrie.. Non è semplicemente delizioso? Chi mi conosce lo sa, no potevo attendere un solo giorno.. dovevo usarlo alla prima occasione, avessi anche solo cucinato un panino al prosciutto... Buona settimana!



22 maggio 2015

L'apparenza inganna... [aperitivo del venerdì]

TAVOLO
Mai come in questo caso questa frase potrebbe essere più azzeccata. Eh già, perché quello che all'apparenza potrebbe sembrare un semplice, innocuo, dissetante tè freddo è in realtà uno dei cocktails più alcolicamente micidiali mai provati. Il bello è che il mix di alcolici combinati con lo sciroppo "sweet and sour" e il tocco di cola che ne conferisce il colore del tutto similare a quello di un tè freddo, mantiene questo cocktail tradizionale e un po' demodé decisamente fresco, dissentante, beverino, di quelli che ti fregano su tutta la linea perché senza accorgertene ti ritrovi decisamente su di giri in brevissimo tempo. Perciò: bevete un long island preferibilmente a casa vostra o comunque quando non prevedete di guidare al ritorono, io vi ho avvertito...

DRINK


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