31 luglio 2014

Buona Estate!

cartolina buone vacanze

E con oggi si chiude per ferie, il blog si prende un mesetto di vacanza. Vi auguro di rilassarvi, abbronzarvi, riposarvi, mangiare bene e bere meglio! Ci rivediamo qui a settembre con qualche bella novità e tante nuove ricette. Vi aspetto! 

28 luglio 2014

Et si on faisait un pain bagnat?

pain bagnat 680
Noi questa estate un po' anomala, che alterna splendide giornate a temporali estivi oramai quasi regolarmente ogni settimana, la combattiamo a suon di piattini freschi "da terrazza".. Per il ritorno dalla spiaggia, con i piedi ancora un po' sporchi di sabbia, questa è una ricetta davvero perfetta da mangiare all'ombra del portico o sotto le tende in terrazza. Una birretta fresca ad accompagnarla e via. Trattasi di un'altra ricetta tipica della cucina nizzarda, in pratica altro non è che una salade niçoise in versione panino. Da bambina, quando andavamo a trascorrere le vacanze estive a casa dei nonni a Eze, mi ricordo che c'era questo piccolo chiosco sulla spiaggia che faceva dei pain bagnat giganti, o forse sembravano tali ai mie occhi di bambina.. In pratica inseriva un'intera porzione abbondante di insalata alla nizzarda in un panino tondo e grosso come un melone, croccante fuori e morbido dentro, che loro chiamano "boule", si mangiava tutta l'insalata con la forchetta e poi alla fine ti gustavi questo pane squisito imbevuto del sughettino dell'insalata. Una goduria... Questa è una versione un po' personalizzata della ricetta tradizionale, fatta con quello che proponeva il frigorifero e con un pane leggermente diverso da quello francese, ma altrettanto buono. L'importante è usare un pane che abbia una crosticina piuttosto croccante e consistente, altrimenti con i succhi prodotti dall'insalata si rischia che si ammorbidisca troppo. Io ho optato per dei piccoli panini di grano duro, dalla crosta particolarmente croccante, e abbastanza gonfi e pieni di mollica per essere adatti a questo piatto. Qui dalle mie parti li chiamano "cazzotti" (vai a sapere perché..). Innanzitutto dovete tagliare la calotta dei panini ed eliminare la mollica all'interno, lasciandone solo un pochino attaccata alla crosta. Preparate una vinaigrette mescolando 4-5 cucchiai d'olio e.v.o. con una spruzzata di aceto di vino bianco, sale, pepe, un mazzetto di foglioline di basilico tritate finemente e 1 cucchiaino di senape in polvere (se non la trovate, diminuite l'aceto e usate la salsa di senape pronta nel vasetto). Mescolate con una piccola frusta fino ad ottenere una salina. Tagliate a fette 2 o 3 pomodori San Marzano maturi ma sodi, 1 piccolo cetriolo ben lavato con la buccia e tagliato a fettine, il bulbo di un piccolo finocchio tagliato a fettine sottili, 1 costola di sedano tagliata a rondelle, mezza cipolla rossa di Tropea affettata sottilmente e unite tutto alla vinaigrette. Mescolate delicatamente e lasciate macerare per 15 minuti. Raccogliete con un cucchiaio tutto il sugetto sul fondo dell'insalata e bagnatevi l'interno dei panini svuotati. Aggiungete all'insalata solo all'ultimo momento qualche foglia di rucola e un cucchiaio abbondante di olive nere snocciolate e mescolate. Dividete l'insalata all'interno dei panini e ultimate con qualche pezzetto di tonno sott'olio di buona qualità e qualche pezzetto di uovo sodo. Lasciate riposare i panini per 10 minuti prima di servirli. 

24 luglio 2014

Baby melanzane ripiene alla mediterranea

baby melanzane
Adoro fare la spesa al mercato. Gironzolare tra i banchi, guardando la varietà di frutta e verdura esposta ordinatamente, farsi raccontare dal fruttivendolo la storia delle "pesche della regina", scambiarsi ricette con il macellaio che ti guarda quasi stupito se compri un pezzo di trippa "che signorì, ormai 'ste cose i ggiovani non le conoscono più", toccare, annusare, perdersi in quell'allegra confusione che caratterizza un po' tutti i mercati romani mi mette addosso una strana euforia. E comprare le uova al banco dell'Albina, perché le sue sono le migliori del mondo, e restare incantata di fronte al banco del pesce e scoprirne di varietà mai viste prima, così freschi che ancora si muovono nelle vaschette di polistirolo piene di ghiaccio. "e questo come lo cucino?" "ce fai i paccheri: un trito de scalogno e olio, du' pomodorini spaccati, 'na manciatina de capperi e poi quanno fai saltà la pasta aggiungi er pesce tagliato a cubettini, alla fine 'na bella sporverata de pepe e qualche foglia de mentuccia e dimme che te magni..." Il calore delle persone, oltre che l'indiscussa migliore qualità del cibo, è quello che mi fa preferire il mercato al supermercato, anche a costo di farmi qualche chilometro in più, non avendo la fortuna di averne uno sotto casa. A volte vado al mercato anche se non devo fare la spesa, tanto poi alla fine torno sempre con qualche sacchettino, un po' come a una "fashion victim" piace andare in giro a guardare le vetrine dei negozi del centro, a me lasciatemi in un mercato rionale e mi passate a prendere dopo un paio d'ore e son contenta.. Così qualche settimana fa siamo andati a fare una passeggiata al mercato di Campo dei Fiori, che di per se non è che sia (purtroppo, ormai) il miglior mercato della città, sono rimasti ormai solo pochi banchi di frutta e verdura a confronto dei banchi che vendono alimenti confezionati e souvenir per turisti, però è un mercato che ha sempre il suo fascino e soprattutto consente di addentrarsi nei vicoli di uno degli angoli più belli della mia città. E dunque, anche se eravamo lì solo per passeggiare, siamo comunque tornati a casa con il nostro "bottino": delle prugne selvatiche piccole come degli acini d'uva e dolcissime (definite dal fruttarolo in questione "le prugne de nonna"), dei pomodorini multicolore, peperoncini di varie qualità e queste micro melanzane. Amore a prima vista, piccolissime e perfette. Potevo non portarmente a casa un sacchettino? 
Al momento di decidere come cucinarle mi sono fatta ispirare da quello che mi proponeva il frigorifero: un pezzetto di fiordilatte, qualche cappero (non mancano mai nel mio frigo!), qualche oliva nera, del parmigiano. Poi uno sguardo alla dispensa giusto per prendere il barattolino dello za'atar (quello buono che i miei genitori mi hanno portato da Israele), il barattolino dell'origano di Pantelleria, l'olio, il pepe, un paio di fette di pancarrè integrale, il barattolo dei pinoli.
E così è nata la ricetta di queste baby melanzane farcite alla mediterranea, squisite, morbide, golose e a dire il vero perfette anche come finger food, tanto erano piccine..

melanzane ripiene copia
afbtok
BABY MELANZANE RIPIENE alla mediterranea


6 baby melanzane
2 fette grandi di pancarrè integrale
120 g di mozzarella fiordilatte (meglio se di qualche giorno, un po' asciutto)
1 cucchiaio circa di capperi di Pantelleria sotto sale
una manciata di olive nere snocciolate (meglio se taggiasche)
3 cucchiaini di parmigiano reggiano grattugiato
una spolverata di origano secco di Pantelleria
una generosa spolverata di za'atar
pepe nero
olio e.v.o, un pizzico di sale
una manciata di pinoli

Rompete grossolanamente il pancarrè e tritatelo in un piccolo tritatutto fino ad ottenere delle briciole piuttosto piccole. Trasferitelo in una ciotola. Nello stesso tritatutto, tritate la mozzarella e, separatamente, le olive e i capperi, questi ultimi dopo averli sciacquati e strizzati accuratamente. Unite tutto in una ciotola, condite con l'origano, lo za'atar, pepe, un pizzico di sale, il parmigiano e olio quanto basta per amalgamare bene il tutto. Assaggiate per regolarvi. Lavate le melanzane, tagliatele a metà per il lungo e svuotatele con uno scavino lasciando circa mezzo cm di polpa attaccata alla buccia. Ungete con un filo d'olio una teglia da forno, farcite le melanzane con il composto ottenuto e sistematele nella teglia. Completate con i pinoli, una leggerissima spoverata di parmigiano e un filo d'olio. Fate cuocere in forno già caldo a 200° C per circa 15-20 minuti o finché non saranno morbide e belle dorate in superficie. Sfornate, lasciate intiepidire (diciamo il tempo che ci può volere a impiattarle e fare qualche scatto ;-) e gustatele appena tiepide. Ottime da mangiare anche con le dita.
Per 2.


    
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